Archivi categoria: Lavori nell’orto

I primi prodotti dell’orto

ecco le foto:

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Vittoria

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AFIDI NERI

Abbiamo passato parte del pomeriggio a ” lavare” le foglie del ciliegio coperte letteralmente di afidi.
C’erano anche alcune coccinelle. Le abbiamo catturate e riposizionate dopo il lavaggio, visto che era impossibile eliminare tutti gli afidi. Domani si ricontrolla, e dobbiamo pensare a una soluzione.

L’Afide nero del Ciliegio o Myzus cerasi è un afide di colore nerastro lucido, allo stadio adulto, è più chiaro negli stadi giovanili; le sue dimensioni sono circa di 2 mm di lunghezza. L’Afide nero colonizza le foglie ed i germogli. Il danno si manifesta sulle foglie, che si deformano e si accartocciano, e sui germogli a causa delle punture dell’insetto.
Si possono verificare danni anche ai peduncoli dei frutti o alle ciliegie, con gravi ripercussioni sulla produzione. Infine l’Afide nero produce abbondante melata. In primavera nascono le neanidi che evolvono in fondatrici; queste originano una serie di generazioni la cui massima presenza, sul Ciliegio, si ha tra la fine di aprile e i primi giorni di giugno con sovrapposizioni di varie generazioni.

Afide nero del Ciliegio

(foto da http://www.agraria.org)

In estate compaiono le migranti che si portano gradualmente sugli ospiti secondari, abbandonando il Ciliegio.
In autunno ritornano sul Ciliegio per deporre l’uovo durevole (può essere che alcune femmine partenogenetiche rimangano sul Ciliegio anche in estate e vi chiudano il ciclo in autunno).

Tra i nemici naturali degli Afidi ci sono i Coleotteri Coccinellidi (Adalia bipunctata, Coccinella septempunctata e C. decempunctata), i Rincoti Antocoridi: generi Orius e Anthocoris, iNeurotteri Crisopidi, i Ditteri Sirfidi ed altri. Si possono usare insetticidi a base di piretro.

Al lavoro!

Oggi falegnameria, preparazione del terreno, sistemazione del nuovo terriccio nelle parcelle, trapianto di cipolle e zucchine, annaffiatura.

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Aula verde: ultimo incontro

Primi problemi

Oggi siamo stati impegnati nella preparazione dei cartelloni da portare a Scienza Under 18. Poi però siamo scesi nell’orto e ci siamo accorti che, se le patate stanno crescendo, le zucchine spuntando e l’insalata prosperando, il ciliegio è stato attaccato dagli afidi. Anche il pero non sta benissimo, perchè alcune foglie sono annerite.

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Dovremo indagare sulle malattie del pero.
Degli afidi invece abbiamo detto un po’ di cose. In questa immagine tratta da Wikipedia si vedono le varie fasi dello sviluppo di degli afidi.

* A, femina adulta sessuata
* B, maschio adulto
* C, giovane femmina
* D, femmina che depone un uovo
* E, uova che diventano nere dopo essere state deposte

Per la sua complessità, il ciclo biologico degli afidi è un aspetto interessante che mette in evidenza il loro notevole grado di specializzazione. Negli Afidi è particolarmente diffusa la partenogenesi (femmine che danno origine ad altre femmine senza ausilio del maschio). La riproduzione sessuata (cellula uovo + spermatozoo -> zigote), in genere, si alterna dopo un numero imprecisato di generazioni partenogenetiche.
Un altro aspetto interessante è la viviparità. Nelle specie vivipare, le femmine partenogenetiche sono dette virginopare e al loro interno si sviluppano gli embrioni di tre generazioni annidate. Questo comportamento richiede un notevole apporto energetico, garantito dall’eccezionale capacità di alimentarsi di questi insetti, e spiega l’elevato numero di generazioni che spesso caratterizza il ciclo degli afidi. Nell’immagine seguente si vede una femmina che sta partorendo:

Tra i danni diretti provocati dagli afidi alle piante c’è la sottrazione di linfa, che toglie risorse energetiche alla pianta. Sono però anche causa di virosi ed altre malattie. Infine abbiamo parlato del fatto che gli afidi vengono allevati dalle formiche, protetti e distribuiti sulle piante. Da questi le formiche ricavano una sostanza zuccherina – la melata – sollecitando l’insetto con le antenne.

Consociazioni

Dicevamo ieri dei fiori nell’orto.
L’idea francescana è in accordo con la teoria della consociazione, e cioè coltivare le piante insieme ad altre in modo che si favoriscano reciprocamente. Le piante aromatiche, per esempio, sono ottime da consociare con tutti gli ortaggi perché aiutano a tenere lontano i parassiti. Anche il tagete, che è un forte repellente per parassiti, ha la stessa funzione. E’ un fiore coloratissimo e molto resistente, dura moltissimo e può abbellire l’orto.
Noi abbiamo seminato il tagete in mezzo alle orticole.

Caldissimo

Oggi abbiamo trovato una brutta sorpresa. Qualcuno aveva mangiato e bevuto sul tavolo sotto i platani ed ha lasciato bottiglie e bicchieri vuoti al vento. Abbiamo ripulito noi tutto quello che era rimasto.
Poi ci siamo dedicati a trapiantare talee di Sanseveria per la vendita di fine anno, alla semina, al diserbo, alla preparazione di una nuova aiuola. Faceva caldissimo: lavorare sotto il sole è proprio faticoso. Abbiamo fatto i turni.
La prossima volta canottiera e cappello!