Archivi categoria: Gli orti degli altri

L’orto di via Boccaccio

nell’orto di via Boccaccio fervono i lavori: diamo un’occhiata!

Orti di guerra

Sul sito dell’ANPI di Lissone ci sono interessanti documenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale:

Il 10 aprile 1943 un maestro annota sul “Giornale della Classe”:  «Stasera verso le 16 mediante il concorso dei miei alunni abbiamo finito di vangare l’appezzamento di terreno prospiciente la nostra scuola. A dire il vero è stato un lavoro ben arduo poiché il terreno era pieno di sassi e calpestato dai passanti».

E poi:

12 aprile: inaugurazione e semina dell’orto di guerra alla presenza di tutte le autorità politiche e religiose del paese. «La cerimonia è stata quanto mai suggestiva. Speriamo che le nostre fatiche siano benedette e che il nostro orto dia un buon raccolto». Nello stesso giorno «Alla presenza delle autorità, verso le ore 10, con una cerimonia semplice, ma tanto significativa, ebbe luogo la semina del granoturco al campo scolastico. Il Rev. Sig. Prevosto benedice i semi; che speriamo diano un abbondante raccolto».

Il 24 aprile (1944) ha luogo la cerimonia della semina del granoturco nell’orto di guerra che era stato precedentemente dissodato e vangato dai maschietti della Scuola del Lavoro.

E ancora:

«Le mie alunne hanno proceduto alla semina dell’insalata in un’aiuola riservata alla nostra classe».

Un’altra bella foto è stata pubblicata ieri insieme a molte altre dal giornale tedesco Der Spiegel. Le foto erano rimaste per decenni negli archivi dell’editoriale Berliner Verlag a Berlino Est. Le ha scoperte il giornalista Peter Kroth. Sullo sfondo le rovine di Berlino distrutta dalla guerra, mentre in primo piano una ragazza annaffia il suo orticello:

Orto didattico, bene comune

Anche il plesso di via Boccaccio ha un orto. Una bella novità con un blog per seguirne i lavori.

Sam Levin e il Progetto Germoglio

La settimana scorsa la prof. Braga ha visto Terramadre, il documentario del regista Ermanno Olmi.

Nel film compare il quindicenne Sam Levin della Monument Mountain Regional High School Massachusetts. Ecco la sua storia, e il link per leggerla tutta. Ne vale la pena!

Ho una storia da condividere con voi.
Un lunedì di esattamente un anno fa, attraversavo la porta della mia
scuola superiore in Massachusetts, con l’intenzione di presentare
l’idea del Progetto Germoglio (= Project Sprout) al mio consigliere di
orientamento (= Guidance counsellor, figura simile al tutor). E questo
era quanto era, un’idea. Non avevo studiato nient’altro, se non la
volontà che gli studenti della mia scuola e le persone della mia
comunità iniziassero a dare maggiore attenzione al loro cibo, e alla
natura intorno a loro. Ero già un fervente naturalista e quando non
ero nei boschi o negli acquitrini, passavo il mio tempo nella fattoria
in fondo alla strada dove si trovava la mia casa, giocando a calcio
con i maiali o cavalcando le mucche. Così, dopo avere parlato con il
mio consigliere di orientamento – il Signor Powell – mi sono associato
con due altri studenti, Sarah, una giovane amante del giardinaggio e
dei bambini, e Natalie, matta per le buone verdure nella mensa.
Insieme, abbiamo iniziato a sviluppare l’idea, immaginando i dettagli
del progetto. In qualche settimana avevamo un piano.

Il piano era semplice. Creare un giardino botanico biologico gestito
dagli studenti con fini scolastici. Uno strumento educativo per gli
studenti tra i 2 ed i 18 anni, fornendo ottima materia prima per i
pranzi della scuola e creando dei legami con la natura ed il cibo per i
bambini nel nostro distretto. E con questo piano, insieme ad una
certa energia, eccitazione e motivazione, abbiamo iniziato a lavorare
per realizzare il nostro obiettivo.


In agosto, nello spazio eat-in di Slow Food Nation, ho preso
l’impegno – su di una tovaglia – che entro un anno avremmo ottenuto
qualche cosa per i pranzi scolastici. Un mese dopo, abbiamo servito
lattuga con pomodorini ciliegia, carote e fagiolini nella mensa della
scuola superiore e della scuola elementare.

E lentamente, ce l’abbiamo fatta. Abbiamo dimostrato al comitato
scolastico che eravamo organizzati e impegnati, e che avevamo
riflettuto sulle sfide che avremmo dovuto affrontare. Abbiamo
dimostrato ai nostri insegnanti che non volevamo semplicemente
spargere alcuni semi sulla terra. E cosa più importante, abbiamo
dimostrato a noi stessi che i giovani possono fare la differenza. Lo
abbiamo fatto realizzando piccole cose e grandi cose. Lo abbiamo
fatto donando più di 500 chili di prodotto a famiglie a basso reddito in
tutta la regione e consegnando un pomodorino ciliegino nelle caselle
della posta di ogni insegnante e membro del personale della nostra
scuola.

GLI ORTI DEGLI ALTRI 2

Anche alla Casa Bianca fervono i lavori: la First Lady si fa aiutare dai ragazzi di una scuola.

michelle obama starts white house vegetable garden

michelle obama starts white house vegetablegarden


digging

Michelle Obama breaks ground on a new White House vegetable garden.
In the Capital Region USA Michelle Obama, America’s First Lady, has joined forces with 26 schoolchildren to create a new vegetable and herb garden within the White House grounds. The fruits of their labour will be cooked in the White House kitchen and also given to a local soup kitchen.

GLI ORTI DEGLI ALTRI 1

Sarebbe bello avere una collezione di foto di orti. Vedere come gli altri organizzano e coltivano il loro spazio verde.

Ecco allora alcuni esempi:

Un gatto di legno allontana gli uccelli dal coltivo del Barbagianni

Un gatto di legno allontana gli uccelli dal coltivo del Barbagianni

Il coltivo del Barbagianni sotto la neve

Il coltivo del Barbagianni sotto la neve

Il coltivo del Barbagianni pronto per la semina

Il coltivo del Barbagianni pronto per la semina

L'orto di Gabriella Buccioli il 2 maggio

L'orto di Gabriella Buccioli il 2 maggio

La recinzione dell'orto di Gabriella (progettata da un suo amico giapponese)

La recinzione dell'orto di Gabriella (progettata da un suo amico giapponese)